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Obiezione di Coscienza e Servizio Civile
Cos'è l'obiezione di coscienza....
"...L'Obiezione di Coscienza..
E' anzitutto obiezione alla violenza, in tutte le sue espressioni, non solo quella militare. La scelta di vivere con chi subisce la violenza significa portare insieme la sofferenza di chi é vittima ed emarginato; é un'obiezione forte all'attuale organizzazione del vivere sociale."
"L'Obiezione all'uso delle armi, é un
semplice aspetto di un' obiezione più vasta
che rinnova la faccia della terra."
"...Il servizio Civile in Italia
Riteniamo di rispondere al dovere costituzionale di
"difesa della Patria" condividendo la vita di chi é più debole. Difendere la Patria non é tanto salvaguardarne i confini o affermare gli interessi propri o nazionali: è, a livello locale, nazionale e internazionale entrare in prima persona nelle situazioni di conflitto sociale ed economico, condividendo la condizione di chi nel conflitto è oppresso, ricercando insieme strade di liberazione dall'oppressione.
In questo modo si superano le barriere tra amico e nemico, tra normale e "diverso", produttivo e improduttivo, per riconoscere nell' altro uomo un fratello da amare."
"...Il servizio civile nel Mondo
Una comunità di cittadini che affrontano i conflitti interni in maniera civile e nonviolenta esprime una proposta di pace valida anche per i conflitti internazionali. Grazie alla lotta condotta in questi anni dagli obiettori di coscienza ora é possibile '"spendere" il proprio servizio civile in zone di guerra e in paesi in via di sviluppo. La ricerca di soluzioni civili ai conflitti realizza in pieno i principi dell'art.11 della nostra Costituzione...
"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali..."
Si realizza il sogno di costruire relazioni internazionali tra i popoli fondate sul dialogo, la liberta, la giustizia e la convivenza delle differenze!
Se l'obiezione di coscienza é veramente una scelta di coerenza e di fedeltà con quello che nel nostro intimo sentiamo, in un determinato momento del nostro cammino di maturazione nella vita, come assoluto ed inderogabile, non é pensabile una sua frammentazione. Il valore della vita, se inteso come assoluto, inderogabile, non può avere ne scadenze (l'anno di servizio civile si, prima e dopo no), ne luoghi esclusivi (in ospedale si, fuori no), ne mondi privilegiati (la vita umana si, l'ambiente in cui vivo no; oppure, viceversa, la balenottera azzurra si, il contadino brasiliano no). Essendo una scelta di coerenza e fedeltà, non può che essere estremamente impegnativo. Serve i1 coraggio di camminare da soli, di essere minoranza, di andare contro la morale comune, di accettare una condanna affinché un giorno quella scelta diventi un diritto. Don Milani, parlando degli ODC, così rispose ai cappellani militari che bollarono gli obiettori come vili:
"La sentenza umana che li ha condannati dice solo che hanno disobbedito alla legge degli uomini, non che sono vili... Aspettate ad insultarli. Domani forse scoprirete che sono dei profeti. Certo i1 luogo dei profeti è la prigione, ma non é bello star dalla parte di chi ce li tiene".
A questo punto possiamo togliere l'obiezione di coscienza dalla sua accezione negativa di rifiuto di qualcosa, sia pure ingiusto. Un comportamento nonviolento non é mai passivo, solo rifiuto, ma é sempre un atteggiamento propositivo. Allora dire no al sistema militare, al suo esercito, alla sua obbedienza cieca, alla sua guerra giusta, in realtà é un dire si alla convivenza tra i popoli, tutti fratelli, é dire sì all'obbedienza alla propria coscienza ed alla responsabilità verso gli altri, é dire si ad un uso attento del nostro denaro e dire si ai sistemi di credito alternativo che non usano i nostri soldi per strangolare i popoli del sud con il debito internazionale o per finanziare loschi trafficanti di armi. Dire no alle fabbriche ed alle pratiche che distruggono il nostro ambiente, e quindi noi stessi, é dire si ad un pianeta in equilibrio, é dire si alle generazioni che verranno dopo di noi e che ci hanno, incautamente, lasciato in gestione l'ambiente in cui dovranno vivere, é dire si ai popoli del sud che si vedono derubati le risorse alimentari per ricevere in cambio i nostri rifiuti tossici, é dire si al commercio equo e solidale, perché non di carità hanno bisogno i popoli del sud, ma di giustizia.
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